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Dietro le quinte di Calici di Stelle – come ho raccontato il Jerzu Wine Festival 2025

Ogni estate, Jerzu si trasforma. Le vie del paese si riempiono di musica, profumi, calici alzati sotto le stelle. Non è solo un evento: è un momento in cui una comunità intera si racconta attraverso il vino, la cultura e la bellezza del territorio.

Quest’anno ho avuto l’opportunità di vivere Calici di Stelle – Jerzu Wine Festival 2025 da una prospettiva particolare: quella di chi si occupa della comunicazione digitale. Il mio compito? Trasformare un’esperienza collettiva in un racconto capace di arrivare lontano, senza tradire l’anima autentica dell’evento.

Dal territorio al racconto

Fin dall’inizio era chiaro: non si trattava di “promuovere un festival”, ma di dare voce a un’identità.

Jerzu non è solo vino: è natura, arte, trekking, tradizione. Ma il vino, qui, è molto più che un prodotto: è il simbolo di un sacrificio collettivo, di una comunità che da generazioni lavora la terra con passione.

Abbiamo scelto di raccontare proprio questo: lo jerzese come portavoce e protagonista della propria storia. Un messaggio capace di parlare non solo agli appassionati di enogastronomia, ma anche a chi cerca esperienze complete, fatte di cultura, musica e incontri autentici.

La strategia

Il lavoro è iniziato molto prima del festival, con un piano editoriale costruito su più livelli:

  • Contenuti organici per raccontare emozioni e momenti di preparazione dal cuore della comunità.

  • Campagne sponsorizzate mirate a raggiungere turisti e appassionati in tutta la Sardegna.

  • Micro-influencer locali scelti per la loro autenticità e vicinanza al territorio.

Il tono non era quello “da brochure”, ma quello di chi racconta dall’interno, con empatia e verità.

A tutto questo si è aggiunta una novità importante: per la prima volta l’evento ha introdotto l’acquisto online del calice, accompagnato da un flusso di email marketing con tutte le informazioni pratiche e narrative dell’evento.
In più, è nato il Fantacalice, un gioco pensato per coinvolgere ancora di più i partecipanti, trasformando la comunicazione in un’esperienza interattiva.

Dietro le quinte del lavoro

Ogni progetto di questo tipo è fatto di mille dettagli invisibili al pubblico:

  • coordinare sponsor, partner e associazioni locali,

  • scrivere copy coerenti con il concept,

  • produrre grafiche e reel capaci di trasmettere emozioni,

  • monitorare costantemente i dati delle campagne per migliorare senza perdere spontaneità.

La parte più bella? Lavorare a stretto contatto con il team organizzativo, ricevere feedback in tempo reale e trasformarli in nuove idee comunicative.

Le sfide (e le lezioni)

Non sono mancati gli ostacoli: dall’esigenza di dare spazio a sponsor diversi, al dover armonizzare tante voci in un unico racconto.
Ma è proprio lì che ho ritrovato il senso del mio lavoro: costruire connessioni, tenere insieme autenticità ed efficacia, restituire un’immagine coerente di un evento così complesso.

Questa esperienza mi ha ricordato che il marketing, quando è fatto con cura, non è mai solo “pubblicità”: è ascolto, traduzione e rispetto.

Uno sguardo più ampio

Ogni progetto locale è anche un piccolo laboratorio di marketing. Non servono grandi budget per capire quanto contino la coerenza, la narrazione e la capacità di dare forma a un’identità.

È il motivo per cui mi definisco un artigiano del web marketing: perché credo che ogni realtà, grande o piccola, meriti un racconto su misura, costruito con attenzione e autenticità.

Conclusione

Calici di Stelle 2025 è stato, ancora una volta, molto più di un evento. È stato un incontro di persone, storie e passioni che ho avuto la fortuna di raccontare con i mezzi che conosco meglio: quelli digitali.

Per me, il vero valore sta qui: intrecciare comunicazione e comunità, trasformando un momento in memoria condivisa.
Un insegnamento che porterò con me in ogni nuovo progetto: perché dietro ogni evento, grande o piccolo, c’è sempre una storia che merita di essere raccontata.

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