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Come scegliere un consulente Google Ads: 10 domande da fare prima di firmare
Come scegliere un consulente Google Ads: illustrazione di un professionista con checklist e analisi dei risultati

Hai chiesto tre preventivi per le tue campagne Google Ads e ti sono arrivate tre proposte completamente diverse?

È normale: ogni consulente ha un metodo, un’esperienza e un’offerta diversi. Come scegliere un consulente Google Ads davvero adatto alla tua azienda? La risposta non dipende soltanto dal prezzo, ma anche dal metodo di lavoro, dalle competenze e dalla capacità di misurare i risultati.

Oggi ti lascio 10 domande da fare a un consulente Google Ads prima di firmare. Non servono competenze tecniche: ti aiutano a valutare il servizio, la misurazione dei risultati e la trasparenza della collaborazione.

Una cosa prima di cominciare: sono un consulente Google Ads, quindi sono di parte. Per questo le domande valgono anche per me, e in fondo ti dico come rispondo io.

Come scegliere un consulente Google Ads per la tua azienda

Si sceglie guardando come ragiona sul tuo business, prima ancora che su Google Ads. Un buon consulente parte dai tuoi obiettivi commerciali e dal valore di un cliente, poi guarda il mercato (quante persone cercano, quanto costano i clic) e solo dopo arriva al budget. Chiedere “quanto vuoi investire?” va bene. Il problema è fermarsi a quella domanda.

Le domande sono in ordine: le prime riguardano il ragionamento, le ultime il rapporto di lavoro.

Le 10 domande da fare

1. Come decidiamo insieme il budget?

La risposta giusta non è una cifra standard. Parte dal margine di un cliente, da cui si ricava il CAC massimo: quanto puoi spendere per acquisire un cliente restando in guadagno. Poi tiene conto della domanda disponibile, dei costi per clic stimati e dei dati che hai già, e porta a un budget di prova con una durata e con regole decise prima su quando fermarsi e quando continuare.

2. Come verifichi che le previsioni siano realistiche?

Gli strumenti di Google danno stime di clic e costi prima di partire. Sono utili, ma sono stime, e arrivano dalla piattaforma stessa. Un consulente serio le usa come punto di partenza e le confronta con i dati reali nelle prime settimane, poi con il costo per cliente a fine test.

3. Che cosa conta come “risultato”?

Se il tuo obiettivo è acquisire clienti, fermarsi ai clic non basta. Telefonate, richieste di preventivo e prenotazioni sono conversioni da misurare, ma non tutte si trasformano in opportunità commerciali concrete. Chiedi quali azioni vengono tracciate, come viene valutata la qualità dei contatti e, quando possibile, come vengono collegati ai clienti effettivamente acquisiti. Fatti dire anche quanto può costare ogni contatto per stare sotto il tuo CAC massimo.

4. Come viene misurato il percorso, dal clic al cliente?

Chiedi come viene impostato il tracciamento (moduli, telefonate, WhatsApp) e come si controlla che funzioni. Il tracciamento può misurare telefonate e richieste di preventivo e, quando i sistemi sono collegati correttamente, anche i clienti effettivamente acquisiti. Chiedi quali dati vengono raccolti e quali restano fuori dalla misurazione: dove i dati mancano, un consulente onesto te lo dice invece di inventarli.

5. L’account sarà mio?

L’account Google Ads dovrebbe essere intestato a te, con il consulente che lavora con accesso. Se un giorno vi separate, devi poter portare via campagne, storico e dati. Se l’account è suo, dipendi da lui anche per vedere i tuoi dati.

6. Come si compone quello che pago?

Chiedi di separare le voci: budget pubblicitario (va a Google), costi di gestione, eventuali strumenti. Per gli annunci mostrati in Italia Google applica inoltre un costo operativo regolamentare del 2,5% dal 1° luglio 2024, che si aggiunge al budget, più le imposte. Devono essere voci distinte e sempre visibili, così il costo reale di un cliente non ha sorprese.

Chiedi anche quali attività sono incluse nella gestione: configurazione iniziale, tracciamento, eventuali interventi sulla landing page, ottimizzazioni, report e incontri. Due preventivi non sono confrontabili se prevedono servizi diversi.

7. Che cosa devo aspettarmi nelle prime settimane?

All’inizio il sistema ha bisogno di dati. Quanto ci vuole prima di poter giudicare dipende da budget, volume di contatti e tempi di vendita, e non esiste una scadenza uguale per tutti. Quello che conta è che il consulente ti dica prima quando valuterete i risultati e con quali criteri. Se qualcuno ti promette miracoli in due settimane, diffida.

8. Che report ricevo, e ogni quanto?

Un buon report ti dice quanto hai speso, quanti contatti hai ottenuto e cosa si cambia il mese dopo. Se ha i dati, indica il costo per cliente. Se non li ha, distingue ciò che è misurato da ciò che è stimato e da ciò che manca. Un report fatto solo di clic e impressioni parla dell’attività della pubblicità, non del tuo risultato.

9. Come eviti che io paghi clic inutili?

La risposta giusta parla di termini di ricerca, parole chiave escluse, zone, orari e controlli periodici. La risposta sbagliata è “ci pensa Google”.

10. Che cosa mi mostri, e cosa succede se non conviene?

Chiedi esempi di lavoro con budget, periodo, cosa è stato fatto e come è stato misurato il risultato. Molti professionisti lavorano con vincoli di riservatezza: casi anonimi o risultati aggregati vanno benissimo, purché ci sia il contesto. Un “+300%” senza contesto non dice niente.

E chiedi una cosa in più: “mi diresti se Google Ads, per me, non conviene?” Un consulente che ti dice solo sì a tutto, anche quando il tuo settore o il tuo margine non reggono, sta vendendo gestione, non risultati. Chiedi infine come funziona il contratto: durata, preavviso, cosa succede ai dati quando finisce.

Segnali d’allarme

  • Ti garantisce un risultato, o la prima posizione su Google.
  • Non vuole darti accesso all’account, o lo intesta a sé.
  • Propone un budget senza chiederti quanto vale un cliente.
  • Parla solo di clic e impressioni.
  • Dice sì a tutto, anche quando il tuo caso non ha senso per Google Ads.
  • Non sa spiegarti da dove vengono i numeri che ti mostra.

E il badge Google Partner?

Il badge viene assegnato da Google in base a requisiti su spesa pubblicitaria gestita, certificazioni e punteggio di ottimizzazione degli account. È un riconoscimento utile, ma non garantisce risultati economici migliori per la tua azienda: non misura il costo per cliente che ottieni tu. Valuta il ragionamento e gli esempi, non solo il badge.

Come lavoro io con le aziende

Quando inizio una collaborazione, il primo passo è capire gli obiettivi commerciali dell’azienda e valutare se Google Ads sia lo strumento adatto per raggiungerli. Non parto da un budget standard: considero il mercato, la domanda di ricerca, i costi stimati e il valore economico che un nuovo cliente può generare.

Per me è importante che l’azienda mantenga il controllo del proprio account pubblicitario e possa distinguere chiaramente il budget destinato a Google dai costi di gestione.

La gestione non si limita a pubblicare annunci. Comprende l’analisi dei risultati, la verifica delle conversioni e la valutazione degli interventi da fare, tenendo conto anche della qualità dei contatti e delle informazioni commerciali disponibili. L’obiettivo non è ottenere più clic a qualsiasi costo, ma capire se l’investimento sta contribuendo alla crescita dell’attività. E se Google Ads non è adatto, te lo dico.

Un esempio: per uno studio legale penale, con 1.000 € di budget pubblicitario in due mesi, le campagne hanno portato 84 contatti (telefonate e moduli) e 4 nuovi clienti. Sono circa 12 € per contatto e circa 250 € di spesa pubblicitaria per cliente, senza contare i costi di gestione. Il dettaglio è nel caso dello studio legale penale con Google Ads. È il risultato di un contesto preciso, non una promessa per la tua azienda.

Domande frequenti

Quanto costa un consulente Google Ads?

Dipende da cosa è incluso nel servizio, e va tenuto distinto dal budget pubblicitario e dal costo regolamentare. Più del prezzo conta capire se, sommando tutte le voci, il costo per ottenere un cliente resta sotto quello che puoi permetterti.

Meglio un consulente freelance o un’agenzia?

Dipende da budget, dimensioni dell’azienda, dai servizi che ti servono (per esempio siti, creatività, altri canali) e da quanto vuoi un referente diretto. Entrambi possono funzionare: conta il metodo, non il tipo di fornitore.

Un consulente Google Ads può garantirmi dei clienti?

No. Nessuno può garantire un numero di clienti: dipende da settore, concorrenza, offerta e qualità del sito. Può invece impegnarsi su un metodo e su cosa misura.

Ho già un account Google Ads: posso cambiare consulente?

Sì. Se l’account è tuo, puoi dare accesso a un nuovo consulente e partire da un controllo dell’account per capire da dove ripartire.

Cosa devo preparare prima di sentire un consulente?

Tre numeri: quanto ti lascia un cliente, quanti clienti vuoi ottenere e, se hai già campagne, quanti ne hai ottenuti finora. Anche approssimati.

Vuoi capire se Google Ads è la scelta giusta per la tua azienda?

Le domande che hai letto valgono anche per me. Quando valuto una possibile collaborazione cerco prima di capire gli obiettivi dell’azienda, il mercato e le opportunità concrete di acquisire clienti.

Se stai pensando di investire in Google Ads, oppure vuoi migliorare le campagne che hai già attive, possiamo confrontarci sulla tua situazione e valutare insieme i prossimi passi.

Puoi approfondire il mio metodo e i servizi nella pagina dedicata al consulente Google Ads per aziende.

Scrivimi per un primo confronto sulla tua azienda

Mattia Loi, consulente Google Ads e Meta Ads. Fonti: Google Ads, costi operativi regolamentari per giurisdizione; requisiti del badge Google Partner (support.google.com/google-ads).

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