Blog

Google Ads funziona davvero? Quando sì e quando no
Google Ads funziona davvero? Illustrazione di una campagna Google Ads con ricerca online e risultati pubblicitari

Google Ads funziona davvero? Sì, ma non per tutti e non sempre. Le campagne sulla rete di ricerca funzionano quando intercettano persone che stanno già cercando quello che vendi e quando il conto economico regge: cioè quando spendere per ottenere un cliente costa meno di quanto quel cliente ti lascia.

Se manca una delle due cose, non è questione di fortuna. Ed è una cosa che puoi controllare prima di spendere.

Google Ads funziona? Ecco che cosa fa davvero

Le campagne Google Ads sulla rete di ricerca (Search) ti fanno comparire accanto ai risultati di chi sta già cercando “idraulico urgente”, “avvocato penalista Roma” o “dentista per apparecchio”: intercettano un bisogno che esiste già. Altre tipologie di campagna, come quelle su YouTube o Demand Gen, servono invece a generare interesse e a raggiungere persone che non stanno ancora cercando. Questo articolo parla soprattutto di Search, una delle soluzioni più utilizzate per acquisire contatti.

Di solito paghi quando qualcuno clicca sul tuo annuncio, non quando diventa cliente. Per questo la domanda giusta non è soltanto “funziona?”, ma “con quali numeri nel mio caso?”.

Le 4 condizioni perché Google Ads funzioni

CondizioneCome la verifichi prima di spendereSegnale che non ci siamo
1. Esiste una domanda su GoogleCerca nello Strumento di pianificazione delle parole chiave le frasi con cui un cliente cercherebbe il tuo servizio, provando varianti e sinonimi. I volumi sono stime.Nessuna ricerca collegata a quello che vendi, nemmeno con varianti diverse.
2. Il margine regge il costo di un clienteCalcola quanto ti lascia un cliente e quanto puoi spendere per ottenerlo restando in guadagno (vedi l’esempio sotto).Il costo stimato per cliente è vicino o sopra al margine.
3. La pagina fa contattareAprila dal telefono: capisci in pochi secondi cosa fai e come chiamarti o scriverti?Pagina lenta, confusa o senza un contatto ben visibile.
4. Misuri i contattiTelefonate, moduli e messaggi devono essere tracciati, e deve essere chiaro quanti diventano clienti.Non sai quali campagne portano contatti, né quanti contatti diventano clienti.

Se ne manca una, Google Ads non è “rotto”. A volte basta sistemarla prima di partire (la pagina, il tracciamento). Altre volte, se mancano la domanda o il margine, vuol dire che questo canale potrebbe non essere adatto alla tua azienda.

Un conto di esempio (con numeri ipotetici)

I numeri qui sotto sono inventati per mostrare il ragionamento: sostituiscili con i tuoi.

  • Un cliente ti lascia 600 € di margine e decidi di spenderne al massimo 300 per acquisirlo. È il tuo costo massimo per cliente.
  • Se 1 contatto su 5 diventa cliente, un contatto può costarti al massimo 60 €.
  • Se l’8% dei clic diventa un contatto, ogni clic può costarti al massimo 4,80 € (60 × 0,08).

Ora confronti 4,80 € con il costo per clic che ti aspetti nel tuo settore e, soprattutto, con quello reale che misuri nel test. A parità di tutte le altre ipotesi, se i clic costano di più il conto non torna. Una pagina che converte meglio può invece rendere sostenibile anche un costo per clic più alto.

Attenzione: è un limite teorico, calcolato sulla sola spesa pubblicitaria. Se affidi le campagne a un professionista devi considerare anche i costi di gestione e gli eventuali altri costi: il costo per clic sostenibile sarà quindi inferiore.

Con un margine di 80 € per cliente, continuando a destinare all’acquisizione metà del margine (40 €), lo stesso ragionamento dà un limite di circa 0,64 € a clic. In molti settori è difficile restare sotto una soglia così bassa. Le percentuali (1 su 5, 8%) sono ipotesi: cambiano da settore a settore e dipendono molto dalla pagina e da come rispondi ai contatti.

Un caso reale: da campagne che non rendevano a +57% di conversioni

Un’azienda di servizi tecnici per il comfort domestico (caldaie, climatizzazione, pronto intervento) aveva già campagne Google Ads, ma con costi per conversione alti, contatti poco qualificati e una gestione che non teneva conto delle caratteristiche del settore. Si è ripartiti da capo:

  • ricerche che indicano un bisogno immediato (come “pronto intervento caldaia”) al posto di termini generici;
  • campagne separate per ricerche sul marchio, manutenzione di routine ed emergenze, ciascuna con orari e budget propri;
  • annunci riscritti in modo diretto e numero di telefono sempre in evidenza;
  • una pagina di arrivo rifatta, con pulsante di chiamata, modulo ridotto a tre campi ed elementi di fiducia.

Dopo quattro mesi le conversioni (richieste di intervento, tra telefonate e moduli) sono aumentate del 57%, il costo per conversione è sceso del 34,7% e il costo per clic del 14,2%. Sono variazioni percentuali, riferite alle richieste ricevute e non ai clienti effettivamente acquisiti: i valori assoluti non sono pubblici, quindi non dicono quanto avrebbe ottenuto un’altra azienda. Mostrano però che in quel caso il problema non era Google Ads in sé, ma come era costruito. Trovi il racconto completo nel case study sulle campagne Google Ads per servizi tecnici.

In un altro caso, uno studio legale penale a Roma, 1.000 € di budget pubblicitario in due mesi hanno portato 84 contatti (tra telefonate e moduli) e 4 clienti: circa 12 € per contatto e circa 250 € di spesa pubblicitaria per cliente acquisito, senza contare i costi di gestione. Il dettaglio è nel caso dello studio legale penale con Google Ads. Sono risultati di quei contesti, non una promessa per il tuo.

Quando Google Ads potrebbe non essere la scelta migliore

Google Ads funziona quando ci sono le condizioni per trasformare l’investimento pubblicitario in opportunità commerciali sostenibili. Non sempre queste condizioni sono presenti.

  • Nessuno cerca ancora quello che vendi. Se il tuo prodotto è nuovo e le persone non sanno di doverlo cercare, c’è poco da intercettare con le campagne Search: può convenire partire da altri canali.
  • Il margine è troppo basso rispetto al costo dei clic. Lo puoi valutare con il conto di sopra, prima di spendere, utilizzando stime da verificare.
  • Il budget è troppo piccolo per raccogliere dati utili. Con pochissimi clic al mese è difficile capire cosa funziona e cosa no.
  • La pagina o l’offerta non sono pronte. Portare traffico su una pagina che non convince significa rischiare di pagare clic senza ottenere contatti.
  • Non riesci a rispondere ai contatti in tempi rapidi. Una telefonata persa o una richiesta ignorata per giorni è un costo che non compare nei report.
  • Cerchi un risultato garantito in poche settimane. Nessuno può garantirlo.

Se hai già provato e non ha funzionato

Prima di concludere che Google Ads “non funziona per il tuo settore”, prova a rispondere a quattro domande:

  1. Venivano misurati i contatti veri (telefonate, richieste), o solo i clic?
  2. Sapevi per quali ricerche comparivano i tuoi annunci?
  3. La pagina di arrivo era chiara e pensata per far contattare?
  4. Conoscevi il costo massimo che potevi spendere per un cliente?

Se la risposta a una di queste è “no”, il problema può essere nell’impostazione e non nello strumento. Non è una certezza: a volte il problema è davvero che il settore, il margine o la concorrenza non permettono di restare in guadagno.

Come impostare un test con un budget controllato

Se i numeri tornano, il passo successivo è un test con regole decise prima di partire: un budget limitato, una durata, il costo per contatto e per cliente sotto cui continui e quello sopra cui ti fermi. Il giudizio si dà sui dati reali del test, non sulle stime. Un budget limitato non elimina il rischio di perdere quanto investito: lo contiene. Quanto tempo serve dipende da budget, volume di contatti e tempi di vendita: non esiste una scadenza uguale per tutti.

Vuoi capire se Google Ads funziona per la tua azienda?

Se stai valutando di investire, oppure hai già campagne e non sai se rendono, raccontami la tua situazione. Il primo confronto serve a capire le tue esigenze e se ha senso valutare una collaborazione. Se Google Ads non è lo strumento adatto, te lo dico.

Puoi approfondire il mio metodo di lavoro nella pagina dedicata al servizio di consulente Google Ads.

Scrivimi per un primo confronto sulla tua azienda

Fonti: Guida di Google Ads, Utilizza lo Strumento di pianificazione delle parole chiave. I casi sono tratti dai progetti pubblicati su mattialoi.it.

Condividi su:
Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Email
X
Altri post:

Telefono aziendale:

+39-(256) 570-0510

Posta aziendale:

artigiano@mattialoi.it

Mettiti in contatto con noi!

Mattia Loi, consulente di marketing digitale

Solo per dirti che​:

I posti per questo mese stanno finendo. Prenota adesso la consulenza gratuita