Questo caso studio Google Ads spurghi parte da una domanda che si fanno in molti. Hai un’azienda di spurghi e vuoi ricevere più telefonate, richieste di preventivo e interventi. La soluzione più immediata potrebbe sembrarti questa: aumentare il budget su Google Ads. D’altronde, se investendo 1.000 € ottieni un certo numero di contatti, investendone 2.000 € dovresti ottenerne il doppio. Giusto?
Non necessariamente. Aumentare la spesa pubblicitaria non significa acquisire clienti nella stessa proporzione. E soprattutto non significa guadagnare di più.
È una delle questioni che ho affrontato gestendo le campagne Google Ads di un’azienda specializzata in spurghi e disostruzioni. In questo caso studio Google Ads spurghi ti mostro come siamo passati da circa 25 a circa 70 contatti tracciati al mese, aumentando l’investimento ma mantenendo il costo medio per contatto su valori simili. Vedremo i numeri, cosa significano davvero e cosa può imparare un imprenditore.
In breve
- Prima delle mie campagne: circa 900 € al mese, circa 25 contatti, circa 37 € per contatto.
- Con le mie campagne (media): circa 2.400 € al mese, circa 70 contatti, circa 35 € per contatto.
- Il costo per contatto è rimasto in linea, ma la spesa è cresciuta: non è la stessa cosa che guadagnare di più.
- Non ho il dato sui lavori effettivamente acquisiti, quindi non posso calcolare il costo reale per cliente.
- I dati sono di un account reale, arrotondati e anonimi.
Perché Google Ads può essere interessante per un’azienda di spurghi
Sono le otto di sera. Un lavandino è completamente ostruito, l’acqua non scende e il proprietario ha bisogno di risolvere il problema. Cosa fa? Probabilmente prende il telefono e cerca su Google qualcosa come:
- spurgo lavandino vicino a me;
- autospurgo nella mia città;
- spurgo WC;
- disostruzione tubazioni;
- pronto intervento spurghi.
Non cerca informazioni sul funzionamento degli impianti fognari. Cerca qualcuno che risolva un problema. È una delle caratteristiche più interessanti della pubblicità sulla rete di ricerca: permette di intercettare persone mentre cercano attivamente un servizio.
Non tutte le ricerche hanno lo stesso valore. Chi cerca “come sturare un lavandino con il bicarbonato” vuole risolvere da solo. Chi cerca “ditta spurghi vicino a me” potrebbe essere già disposto a chiamare un professionista. Per questo l’obiettivo non è portare più persone possibile sul sito, ma intercettare quelle che hanno più probabilità di richiedere il servizio. Il metodo che uso è descritto in Google Ads per spurghi e servizi a chiamata.
Il caso studio Google Ads spurghi: come ho analizzato i dati
Il progetto riguarda un’azienda del settore spurghi e disostruzioni. Per valutare i risultati ho analizzato le campagne sulla rete di ricerca, distinguendo quelle precedenti ai miei interventi da quelle avviate dopo. Ho escluso Performance Max e le altre tipologie, perché avrebbero reso l’analisi meno omogenea.
Un’altra scelta importante riguarda le conversioni. Non ho considerato ogni azione registrata da Google Ads come un potenziale cliente: ho selezionato quelle riconducibili a un tentativo di contatto, cioè chiamate dal sito, clic su WhatsApp, moduli compilati e chiamate dagli annunci.
Questo non significa che ognuna sia una richiesta ricevuta: qualcuno può cliccare su WhatsApp senza scrivere, o avviare una telefonata senza parlare con nessuno. Per questo le chiamo contatti tracciati, non clienti. Se vuoi capire meglio la differenza, leggi conversioni Google Ads: perché non sono clienti. Anche la guida di Google sulla misurazione delle conversioni spiega cosa viene effettivamente conteggiato.
Da circa 25 a circa 70 contatti al mese: i risultati
Prima delle mie campagne, quelle analizzate registravano in media circa 25 contatti al mese con circa 900 € di investimento. Con le mie campagne la spesa media è salita a circa 2.400 € al mese e i contatti sono arrivati a circa 70.
| Indicatore mensile | Prima delle mie campagne | Con le mie campagne |
|---|---|---|
| Investimento pubblicitario | circa 900 € | circa 2.400 € |
| Contatti tracciati | circa 25 | circa 70 |
| Costo medio per contatto | circa 37 € | circa 35 € |
I dati sono arrotondati e si riferiscono alle campagne Search nei periodi selezionati.
La spesa è cresciuta, i contatti sono aumentati in misura comparabile e il costo medio per contatto è rimasto sostanzialmente stabile. Questo non significa che i contatti in più siano diventati clienti paganti: per dimostrarlo servirebbe collegare le richieste ai lavori acquisiti. Ma dice qualcosa di utile sulla capacità delle campagne di generare contatti con un investimento maggiore.
Perché non ho scelto il confronto più favorevole
Qui voglio soffermarmi su una scelta. Analizzando lo storico dell’account, ho trovato periodi in cui il costo per contatto era sensibilmente più alto. Sarebbe stato facile confrontarli con i risultati successivi e presentare una riduzione molto marcata dei costi. Avrebbe fatto bella figura in un grafico.
Ma non sarebbe stato un confronto corretto. In quel periodo cambiano anche numero e tipo di azioni registrate: compaiono nuove azioni di contatto e le chiamate attribuite al sito aumentano senza un corrispondente aumento della spesa. Può dipendere da un miglioramento reale, ma anche da modifiche al tracciamento. E quando cambia il modo di misurare, confrontare i totali diventa fuorviante.
Per questo ho preferito periodi più vicini e tipologie di azione omogenee. È una scelta meno spettacolare, ma più utile per capire cosa è successo. Un report pubblicitario deve aiutare a prendere decisioni, non solo mostrare numeri impressionanti.
Cosa succede al costo per contatto quando aumenti il budget?
All’inizio, con circa 2.000 € al mese, il costo medio per contatto era intorno ai 26 €. Nei mesi successivi, con investimenti arrivati a circa 3.200 € al mese, si è avvicinato ai 40 €. Nel periodo analizzato sono quindi cresciuti sia l’investimento sia il costo per contatto.
Significa che aumentando il budget il costo cresce sempre? No, sarebbe una conclusione troppo semplice. Il costo può cambiare per concorrenza, stagione, ricerche degli utenti, modifiche alle campagne o comportamento delle persone sul sito. Non posso attribuirlo al solo aumento del budget.
La lezione, però, è chiara: quando una campagna funziona, non basta continuare ad aumentare la spesa. Bisogna verificare se l’investimento aggiuntivo produce risultati sostenibili, perché più richieste sono positive solo se l’azienda le trasforma in lavori remunerativi.
Non tutti i servizi hanno lo stesso costo pubblicitario
Nel periodo esaminato la campagna dedicata a lavandini e WC ha registrato un costo medio per contatto di circa 27 €. La campagna che comprendeva più tipologie di servizio, invece, circa 38 €. La prima rappresentava circa il 23% dell’investimento, la seconda il 77%.
Verrebbe da pensare: «Allora investo tutto dove costa 27 €!». Non proprio. Una richiesta per un piccolo intervento può costare meno di una per un lavoro più complesso, ma quale conviene di più? Non lo so guardando solo il costo del contatto: serve conoscere il valore del lavoro e il margine che lascia. Un contatto più costoso può generare un intervento molto più redditizio.
Per questo ottimizzare Google Ads non significa spostare sempre il budget dove i contatti costano meno, ma cercare l’equilibrio tra costo, qualità delle richieste e valore commerciale.
Il vero obiettivo non è ricevere telefonate: è acquisire lavori
Immagina due aziende di spurghi. La prima riceve 100 richieste e ne trasforma 10 in lavori. La seconda ne riceve 60 e ne trasforma 20. Quale lavora meglio? Dipende anche dai margini, ma il punto è evidente: il numero di richieste, da solo, non racconta tutto.
Quando analizzo una campagna distinguo tre passaggi:
- Attirare persone interessate: gli annunci devono intercettare ricerche pertinenti per i servizi e le zone in cui opera l’azienda.
- Generare un contatto: il sito deve spiegare chiaramente il servizio e permettere di chiamare, scrivere o chiedere informazioni senza difficoltà.
- Trasformare il contatto in lavoro: contano rapidità di risposta, disponibilità, gestione dei preventivi e capacità di chiudere.
Google Ads contribuisce ai primi due. Il terzo dipende anche dall’organizzazione dell’azienda.
In questo caso posso documentare l’andamento dei contatti. Non ho invece un dato completo e verificato sui lavori effettivamente acquisiti. Preferisco dirtelo chiaramente, perché è proprio quel numero che permetterebbe di calcolare il costo reale di acquisizione di un cliente.
Come capire se Google Ads conviene alla tua azienda di spurghi
Esempio ipotetico. Supponiamo che una campagna generi contatti a 35 € ciascuno e che ognuno sia un contatto vero e distinto.
- Se su 10 contatti acquisisci 2 lavori, hai speso 350 € per 2 clienti: 175 € a cliente.
- Se dagli stessi 10 contatti acquisisci 1 lavoro, il costo per cliente sale a 350 €.
La campagna è la stessa e il costo per contatto è identico. A cambiare è la capacità dell’azienda di trasformare le richieste in lavori. Per questo non bisogna fermarsi ai report di Google Ads: serve sapere almeno quante richieste arrivano, quante sono pertinenti, quanti preventivi si presentano e quanti interventi si concludono. Anche un semplice foglio di calcolo è un buon punto di partenza.
Cinque cose che controllerei in un’azienda di spurghi
- Cosa viene conteggiato come conversione. Un clic su una pagina non è una richiesta di intervento, e un clic su WhatsApp non garantisce che sia partito un messaggio.
- Le ricerche che attivano gli annunci. Non tutti quelli che cercano informazioni sugli spurghi vogliono contattare un’azienda.
- La copertura geografica. Ricevere richieste da zone in cui non puoi intervenire è spesa sprecata.
- I risultati dei diversi servizi. WC, lavandini, fosse biologiche e reti fognarie possono avere costi e valori molto diversi.
- Il collegamento tra richieste e lavori acquisiti. È il passaggio che distingue una campagna che produce conversioni da una che fa crescere davvero l’azienda.
Quanto costa fare Google Ads per un’azienda di spurghi?
Non esiste una cifra valida per tutti. Il budget dipende dalla zona, dalla concorrenza, dai servizi e dal numero di richieste che l’azienda riesce a gestire. Nel caso analizzato, un investimento medio di circa 2.400 € al mese è associato a un volume rilevante di contatti tracciati, ma non significa che ogni impresa debba spendere quella cifra né che ottenga gli stessi risultati.
Prima di proporre un investimento preferisco analizzare il mercato, le ricerche disponibili, i costi stimati e i margini dei servizi. L’obiettivo è un budget sostenibile, non una cifra arbitraria.
Domande frequenti
Google Ads funziona per le aziende di spurghi?
Può essere un canale interessante perché intercetta persone che cercano attivamente spurgo, disostruzione e interventi fognari. La convenienza dipende da costi, qualità dei contatti e valore dei lavori acquisiti.
Quanto costa un contatto con Google Ads nel settore spurghi?
Nel caso analizzato il costo medio era intorno ai 35 € per contatto tracciato, con oscillazioni mensili. È il risultato di uno specifico account, non un prezzo standard del settore.
Conviene aumentare il budget di Google Ads?
Può convenire se esiste domanda aggiuntiva e il costo per acquisire nuovi clienti resta sostenibile. Aumentare il budget non garantisce un aumento proporzionale dei risultati.
Meglio una campagna unica o una per servizio?
Dipende da volumi di ricerca, budget e obiettivi. Separare i servizi facilita l’analisi, ma frammentare troppo l’investimento rende più difficile raccogliere dati sufficienti.
Come capisco quanti clienti arrivano da Google Ads?
Devi collegare le conversioni alle richieste effettive e registrare quali contatti diventano lavori pagati. Il solo numero mostrato dalla piattaforma non basta.
Hai un’azienda di spurghi? Prima di aumentare la pubblicità, facciamo due conti
Forse stai già investendo ma non sai se il budget lavora nel modo migliore. Oppure non hai mai attivato Google Ads e vuoi capire se potrebbe funzionare. In entrambi i casi il punto di partenza è lo stesso: capire se esiste un’opportunità concreta e quanto potrebbe costare acquisire nuovi clienti.
Mi occupo di strategie di acquisizione clienti, campagne Google Ads, landing page e misurazione dei risultati, senza promettere numeri che non si possono garantire. Se vuoi approfondire come lavoro, trovi la pagina consulente Google Ads per aziende.
Scrivimi per un primo confronto sulla tua azienda
Nota metodologica: il caso studio si basa su esportazioni Google Ads di un account reale, riportate in forma anonima e arrotondata. I risultati riguardano campagne Search e azioni di conversione riconducibili al contatto, nei periodi selezionati. Differenze nelle configurazioni storiche del tracciamento possono influenzare la confrontabilità. Le conversioni registrate non corrispondono necessariamente a contatti unici, telefonate completate o lavori acquisiti.

