Il telefono squilla. Risponde tuo figlio, tua moglie o rispondi tu, magari dal furgone. Dall’altra parte c’è uno con lo scarico intasato e vuole che qualcuno arrivi oggi.
Se hai un’azienda di spurghi, disostruzioni o videoispezioni, il cliente ti trova così: cerca su Google, chiama il primo che risponde. Per questo, quando fai pubblicità, devi misurare una cosa sola: quante chiamate diventano lavori pagati.
Magari hai già provato Google Ads e non sai se ti rende. Oppure qualcuno ti ha detto che funziona e ti chiedi se conviene davvero a un’attività come la tua. In entrambi i casi, il punto di partenza è lo stesso.
In breve: per un’azienda di spurghi o di altri servizi a chiamata, Google Ads funziona se conti le telefonate vere e le confronti con i lavori che ti arrivano. I clic e le “conversioni” del report non bastano: dicono quanta gente ha toccato un pulsante, non quanti clienti hai preso.
Conviene a un’attività di spurghi come la tua?
Dipende da tre cose:
- Il servizio si cerca su Google. Chi ha uno scarico intasato lo cerca subito. Per spurghi e disostruzioni di solito è così.
- Rispondi quando fai pubblicità. Se paghi i clic in un orario in cui nessuno risponde, perdi il cliente e i soldi.
- Ogni lavoro ti lascia abbastanza margine. Quello che spendi per trovare un cliente deve stare dentro quello che ti resta in tasca.
Se non sei sicuro di una di queste tre, comincia dalla misura, come spiego più sotto. Per un quadro più ampio leggi anche Google Ads funziona davvero? Quando sì e quando no.
Perché per chi lavora a chiamata conta il telefono
Chi cerca uno spurgo non vuole leggere un sito. Ha un problema e vuole parlare con qualcuno subito.
In un account di un’azienda di spurghi che ho analizzato, le telefonate arrivate direttamente dagli annunci erano in media più di 35 al mese con le campagne Search. Il telefono, in questo settore, è il canale principale.
Il problema: il report conta molte cose che non sono clienti
Google ti mostra un numero, le “conversioni”. Ma tu decidi cosa conta come conversione, e di solito ci finiscono anche azioni leggere: un clic su WhatsApp, un clic sul numero, la visita a una pagina.
Nello stesso account c’era una campagna che aveva speso circa 3.700 € e che nel report mostrava circa 1.800 conversioni, a poco più di 2 € l’una. Le telefonate dagli annunci, in quella campagna, erano 5. I clic costavano circa 0,10 € l’uno, un prezzo molto basso per un servizio che di solito si cerca con urgenza.
Un numero così bello, con così poche chiamate, è un campanello d’allarme: vuol dire che si sta contando altro.
Cosa devi contare davvero
- Le chiamate dagli annunci. Quelle che partono dal pulsante “Chiama” sotto l’annuncio.
- Le chiamate dal sito. Chi arriva sul sito e poi telefona.
- I messaggi WhatsApp veri. Non il clic sul pulsante, ma il messaggio che ricevi.
- I moduli compilati. Se hai un modulo di richiesta, con nome e numero.
- La durata della chiamata. Una chiamata di pochi secondi di solito è un errore o una richiesta fuori zona. Conviene contare solo quelle che superano una durata minima.
Le chiamate perse sono soldi persi
Se fai pubblicità in un’ora in cui nessuno risponde, paghi i clic e perdi il cliente. Succede spesso nelle aziende dove il telefono lo gestisce una persona sola, che è anche sul lavoro.
Prima di aumentare il budget, controlla tre cose:
- in quali orari e giorni c’è davvero qualcuno che risponde;
- se le chiamate fuori orario finiscono in segreteria o su un numero che nessuno guarda;
- se qualcuno richiama chi non ha trovato risposta, e in quanto tempo.
Chi ha uno scarico intasato chiama il primo che risponde. Se non rispondi, chiama il successivo.
Il quaderno dei clienti: la misura più semplice
Non serve un software complicato. Per cominciare basta un foglio, anche su carta, in cui scrivi per ogni chiamata arrivata:
- la data e da dove arriva (annuncio, sito, passaparola);
- se è diventata un sopralluogo o un preventivo;
- se è diventata un lavoro pagato, e di che tipo.
A fine mese hai tre numeri: quante chiamate, quanti preventivi, quanti lavori. Con quelli puoi calcolare quanto ti costa ogni cliente: si divide quello che hai speso (pubblicità, gestione e strumenti) per i nuovi clienti arrivati. È il numero che devi confrontare con quanto ti resta in tasca per ogni lavoro.
Un esempio ipotetico, per capire il meccanismo: in un mese spendi 1.500 € in tutto, ricevi 30 chiamate vere, 12 diventano preventivi e 6 diventano lavori. Ogni chiamata ti è costata 50 €. Ogni cliente ti è costato 250 €. Se un lavoro come quello ti lascia 200 € di margine, quella campagna ti fa rimettere. Se te ne lascia 600, funziona.
Non tutti i lavori valgono uguale
Pensa a uno sblocco di un lavandino e a uno spurgo industriale. Il primo porta pochi soldi di margine, il secondo molti di più. Spesso il lavoro piccolo costa meno da trovare, e per questo nel report sembra il migliore.
Per decidere dove mettere il budget, guarda quanto ti lascia ogni tipo di lavoro, non solo quanto costa ogni chiamata. Il costo più basso non è sempre quello che rende di più.
Cosa controllare nel tuo account Google Ads
- Quali azioni contano come conversione principale. Se ci sono clic su pulsanti o visualizzazioni di pagina, il numero non ti dice quasi niente.
- Se le chiamate sono registrate e con quale durata minima.
- Se un numero cambia all’improvviso. In quell’account, a un certo punto, il costo per conversione è sceso da circa 60 € a circa 30 € nel giro di un mese, mentre le telefonate dagli annunci passavano da circa 40 a circa 10. Stesse campagne. Quando succede una cosa così, di solito è cambiato il modo di contare, non il numero dei clienti.
- Le zone in cui compaiono gli annunci. Se lavori in un raggio di pochi chilometri, non ha senso pagare per chiamate da lontano.
Domande frequenti
Google Ads funziona per un’azienda di spurghi?
Può funzionare se il servizio si cerca su Google, se rispondi alle chiamate nelle ore in cui fai pubblicità e se ogni lavoro ti lascia un margine sufficiente. Prima di spendere, conviene sapere quanto ti costa ogni cliente.
Come faccio a sapere se le chiamate arrivano dagli annunci?
Google Ads può registrare le chiamate fatte dal pulsante “Chiama” degli annunci e quelle fatte dal sito. In più, chiedere a ogni cliente come ti ha trovato e scriverlo nel quaderno ti dà un controllo semplice.
Quanto devo spendere per cominciare?
Dipende da quanto ti lascia ogni lavoro e da quanti clienti vuoi acquisire. Si parte dal costo massimo che puoi pagare per un cliente, e da lì si calcola il budget. Non il contrario.
Meglio il telefono o il modulo sul sito?
Per i servizi urgenti, come spurghi e disostruzioni, di solito il telefono. Il modulo funziona meglio per lavori programmati, in cui il cliente può aspettare una risposta.
Come posso aiutarti
Parto dai numeri della tua azienda: quante chiamate ricevi, quante diventano lavori e quanto ti lascia ogni lavoro. Poi imposto le campagne in modo che ogni telefonata e ogni cliente siano contati davvero. Per vedere come lavoro puoi leggere la pagina su Google Ads per aziende.

